Osservatorio Paranal: la luce che oscura la vista

Luci al Paranal, un osservatorio in pericolo?

Buongiorno a tutti,
con l’articolo di oggi vorrei aggiungere alcune informazioni a quanto già raccontatovi da Paola Rebecchi.

L’ESOEuropean Southern Observatory. ha svolto un’analisi tecnica al fine di appurare quali sarebbero le conseguenze che la costruzione del megaprogetto industriale Inna da parte della AES AndesA sua volta sussidiaria dell’azienda elettrica statunitense AES Corporation. avrebbe sui cieli sopra l’Osservatorio Paranal, in Cile, che ospita il fiore all’occhiello dell’osservazione astronomica condotta da terra, come il VLTVery Large Telescope. e il CTAO-SouthCherenkov Telescope Array Observatory..
Il progetto Inna si compone di molteplici impianti, destinati alla produzione e allo stoccaggio di energia elettrica, a partire da fonti rinnovabili. Gli impianti occuperebbero un’area di ca. 3000 ettari, distanti solo pochi chilometri dal sito dove sorgono le strutture dell’ESO, precisamente a 11 km dal VLT e a soli 5 km dal CTAO-South.


Comet McNaught, Paranal
L’immagine mostra la La cometa McNaught che tramonta dietro il monte Paranal. Credit: S. Deiries/ESO

Pertanto, stante la preoccupazione che tale progetto avrà sui cieli più bui e privi di turbolenze atmosferiche, l’ESO ha dato l’allarme lo scorso gennaio e con questa prima analisi preliminare, condotta in collaborazione con Martin Aubé,Esperto di fama mondiale sulla luminosità del cielo nei siti astronomici. è stato appurato che l’impatto sul sito di osservazione sarà devastante per il lavoro degli astronomi.
Attraverso simulazioni di modelli sull’inquinamento luminoso, l’ESO stima che, a causa della sua vicinanza e della sua dimensione, Inna incrementerà la luminosità del cielo sia nell’area del VLT35% . che addirittura sopra il CTAO-South.55%. In oltre aumenterà anche la turbolenza atmosferica, anch’essa deleteria per una riuscita ottimale delle osservazioni astronomiche da terra.


In aggiunta, bisogna anche tenere conto delle vibrazioni meccaniche prodotte da questo progetto, che andranno a disturbare l’operato di siti altamente sensibili alle micro vibrazioni del terreno, come il futuro ELTExtremely Large Telescope. in costruzione sul Cerro Armazones: dove si stima che anche l’inquinamento luminoso crescerà almeno del 5%, impattando in maniera catastrofica e irreversibile sul funzionamento dello strumento.
Non da ultimo, la costruzione stessa del sito industriale Inna avrà come effetto l’innalzamento di polveri, che inevitabilmente andranno a depositarsi sugli specchi dei telescopi.


Luna, Paranal
L’immensa Luna piena dietro l’Osservatorio del Paranal, con vista sull Very Large Telescope dell’ESO. Credit: G. Gillet / ESO

E’ facile comprendere la preoccupazione degli astronomi, dal momento in cui questi risultati derivano da analisi svolte a partire da dati forniti dalla AES, per la valutazione dell’impatto ambientale del progetto Inna, come spiega Andreas Kaufer Director of Operations dell’ESO.

Vi è il dubbio che questi dati, che prevedono un totale di 1000 fonti luminosi per l’intera area del sito industriale, non siano in realtà completi. La simulazione inoltre è stata svolta tenendo in considerazione cieli perfettamente privi di nubi e l’utilizzo di fonti di illuminazione artificiale moderne, che producano il più basso impatto ambientale possibile.
Se anche solo uno di questi parametri non venisse rispettato, l’impatto già notevole della costruzione di Inna sul livello di inquinamento luminoso dell’area del Paranal, non potrebbe che peggiorare.

Il risultato è dunque un grosso deterioramento delle condizioni di osservazione da terra, incluso un degrado del seeingInsieme dei fenomeni fisici, che alterano le condizioni dell’atmosfera terrestre, disturbando le osservazioni astronomiche. del 40%, dovuto all’utilizzo di turbine eoliche.
Entro la fine di questo mese di marzo, l’analisi tecnica svolta dall’ESO sarà inviata alle autorità cilene per essere valutata nell’ambito del Processo di Partecipazione Pubblica, nella valutazione sull’impatto ambientale del progetto Inna.

Il Paranal è uno dei migliori siti al mondo per la ricerca astronomica condotta da terra, come spiega il portavoce dell’ESO in Cile Itziar de Gregorio-Monsalvo: l’unico modo di preservare i cieli bui e la quasi totale assenza di turbolenza atmosferica che caratterizza questa area è quella di collocare il sito Inna altrove.

Solo così, sarà possibile preservare la capacità degli strumenti dell’Osservatorio Paranal di condurre una ricerca d’eccellenza, come studiare esopianeti, deboli galassie o monitorare asteroidi.


Location of ESO's observatories and the INNA megaproject
L’immagine mostra dove sarà posizionato il megaprogetto dell’Inna. Credit: ESO

Il Direttore generale dell’ESO, Xavier Barcons spiega inoltre, che non si tratta di dover mettere il Cile davanti alla scelta fra l’ospitare siti astronomici di ineguagliabile qualità, o attuare una transazione verso le energie rinnovabili. I due progetti possono benissimo coesistere, a patto però di essere collocati a sufficiente distanza l’uno dall’altro.

Attendiamo dunque di conoscere quale effetto sortirà la presentazione di questo studio, per condividere con voi ulteriori sviluppi.


[crp include_post_ids=20407]