Sposetti e le occultazioni asteroidali
Lo scorso mese di maggio abbiamo trattato l’argomento degli asteroidi e delle potenziali minacce che questi potrebbero rappresentare per il pianeta Terra. Oggi vorrei tornare sull’argomento asteroidi, non per parlare di minacce, ma, come anticipato, per raccontarvi un po’ di una attività veramente affascinante: l’osservazione delle occultazioni asteroidali.
Per farlo, ho chiesto aiuto a uno dei più attivi ed esperti astrofili in Ticino che si occupa di questo tipo di ricerca, Stefano Sposetti, che ha gentilmente accettato di rispondere a qualche domanda sull’argomento. Ecco di seguito quello che ci ha raccontato:
Innanzitutto, cosa sono le occultazioni asteroidali?
Le occultazioni asteroidali sono quei fenomeni che vedono coinvolti tre corpi celesti:
la Terra, dove è presente un osservatore, un asteroide e una stella. Quando questi tre punti sono “perfettamente” allineati, l’osservatore a Terra percepisce l’oscuramento della luce stellare causata dal transito, o dall’interposizioneL’asteroide si trova tra l’osservatore e la stella., dell’asteroide. In sostanza la stella scompare alla vista dell’osservatore poiché l’asteroide ne nasconde la luce. In tedesco questi fenomeni si chiamano “Sternbedeckungen” e questo vocabolo illustra meglio ciò’ che succede in quanto è la stella (Stern) a venire occultata (bedeckt) e non l’asteroide.
Come si può sapere quando è previsto uno di questi eventi?
In rete ci sono dei portali specifici che predicono questi fenomeni, indicando il momento e il luogo da cui osservarli. Per gli addetti ai lavori è stato sviluppato un software, che si chiama Occultwatcher, che permette di consultare le effemeridiTabelle che forniscono la posizione dei corpi celesti in funzione del tempo. di occultazioni asteroidali.
Quali strumenti servono per osservarle? E in quali condizioni?
Servono un telescopio, ma a volte è sufficiente anche uno strumento di piccolo diametro, e una videocamera che permetta di registrare la luce della stella con una cadenza sufficientemente rapida, per esempio una decina di frames al secondo. Poi si punta la strumentazione verso la stella interessata dal fenomeno e si registra un breve filmato dell’evento.

Una volta avvenuta l’osservazione cosa fai coi dati raccolti?
Si redige un rapporto d’osservazione, sia nel caso di avvenuta occultazione, e in questo caso si parla di occultazione “positiva”, sia nel caso in cui l’occultazione non si è manifestata, quindi occultazione “negativa”. Il rapporto viene poi postato su un particolare sito internet della IOTAInternational Occultation Timing Association..
Redigere il rapporto osservativo non è difficile. La parte più impegnativa è quella dell’analisi dei dati che necessita di qualche software particolare.
Ora che ci hai illustrato bene in cosa consistono le occultazioni asteroidali, raccontaci un po’ come hai iniziato ad appassionarti a questa attività?
Ho iniziato nell’anno 2000, come attività collaterale ai lavori che facevo di astrometriaSettore dell’astronomia che si occupa delle misurazioni, delle posizioni, delle distanze e dei movimenti dei corpi celesti.. Poiché gli asteroidi li misuravo già, nel senso delle posizioni, le occultazioni erano un campo che si stava affermando e che permetteva di aggiungere informazioni agli asteroidi. In più erano molto affascinanti.
È una attività in cui si lavora da soli o in gruppo?
Certamente si può osservare una occultazione da soli, come detto con un telescopio personale. Se l’evento è positivo si ottiene una cordaSegmento di retta che congiunge due punti qualsiasi su una curva., che è correlata alla dimensione in chilometri dell’asteroide. Altri osservatori, posti in luoghi diversi, osserveranno probabilmente una occultazione leggermente diversa. Magari una sparizione più prolungata o più breve o magari una doppia sparizione. Mettendo assieme i dati di queste osservazioni, queste corde, si riesce a volte a ricostruire la silhouette dell’asteroide e magari a scoprire altre cose interessantiStefano, insieme ad altri astrofili ticinesi, è stato autore di interessanti scoperte, come il fatto che alcuni asteroidi presentassero dei satelliti o addirittura che una stella fosse doppia..
Ed è appunto lì che la cosa si fa interessante poiché questi corpi celesti sono ancora poco conosciuti e le sorprese possono essere dietro l’angolo.

Parlaci per favore dell’occultazione che più ti ha sorpreso o affascinato
Urca. Ce ne sono parecchie. Ogni volta che osservo sono preso da un leggero sentimento di ansia.
Anzitutto devo essere pronto in tempo poiché l’evento avviene in un preciso istante, inoltre la
strumentazione deve funzionare nel modo corretto. A volte le condizioni meteo possono cambiare. E poi c’è l’ansia legata alla visione dell’evento. Il fenomeno avviene in maniera improvvisa e potrebbe materializzarsi in modo diverso da quello previsto.
Conservo dei bellissimi ricordi di osservazioni fatte con amici. Fra quelle svolte da solo e che ricordo con particolare emozione c’è quella del nucleo della cometa Neujmin fatta dalla caserma del Monte Ceneri.
Progetti futuri riguardo alle occultazioni?
Nell’ambito della SAT (Società Astronomica Ticinese) e con gli amici Manna e Ossola siamo sempre attivi e cerchiamo di promuovere questa affascinante attività.
Infatti, Stefano, oltre a organizzare periodici incontri del Gruppo Corpi Minori della SAT, aperti a tutti, durante i quali i partecipanti si confrontano sia sulla metodologia, sia si scambiano informazioni sugli ultimi fenomeni osservati, si è più volte reso disponibile anche ad assistere i membri dell’Associazione Astrocalina a cimentarsi in questa ricerca all’Osservatorio di Carona. Personalmente non posso che ringraziare Stefano per il suo sostegno, la sua disponibilità e la capacità di trasmettere entusiasmo per questa attività, che ci ricorda come tutti noi possiamo contribuire alla scienza con la S maiuscola.