La scoperta di un nuovo pianeta nano nel Sistema Solare e le sue implicazioni per la teoria del “Pianeta Nove”
Negli ultimi anni ci siamo ormai abituati a sentire parlare di nuove scoperte in ambito astronomico a distanze quasi inimmaginabili dal pianeta Terra. Tuttavia, ciò non significa che conosciamo per filo e per segno ogni angolo del nostro piccolo “giardino”, il Sistema Solare. Infatti, le sorprese pare che non siano affatto finite.
Lo scorso 21 maggio 2025, una squadra di ricercatori dell’Università di Princeton, nel New Jersey, ha dato annuncio della scoperta di un nuovo pianeta nanoCorpo celeste che orbita attorno ad una stella, con massa tale da renderlo quasi sferico, ma non sufficiente da consentirgli di dominare la propria orbita, ripulendola da oggetti di simili dimensioni. all’interno del Sistema Solare, riaprendo così anche il dibattito sul famoso “Pianeta Nove”.

2017 OF201 è il nome assegnato all’oggetto trans-nettunianoTNO, ossia Trans Neptunian Object, oggetto celeste la cui orbita è situata oltre quella di Nettuno., recentemente scoperto, di dimensione stimata attorno ai 700km di diametro. Questo piccolo pianeta compie una rivoluzione intorno al Sole in ben 25mila anni, tracciando un’orbita molto allungata, con il perielioPunto in cui un corpo celeste all’interno del Sistema Solare si trova alla sua minima distanza dal Sole. a 44,9 UAUnità Astronomica. Unità di misura delle distanze astronomiche, che corrisponde alla distanza media della Terra dal Sole, cioè 149.6 milioni di km. e l’afelioPunto in cui un corpo celeste all’interno del Sistema Solare si trova alla distanza massima dal Sole. a 1630 UA, tale per cui è visibile dalla Terra solo per l’1% del suo tragitto orbitale. Secondo i calcoli, l’ultimo passaggio al perielio risalirebbe addirittura al novembre dell’anno 1930.
Il nuovo pianeta nano è balzato all’occhio, si fa per dire, dei ricercatori che hanno visionato vecchie immagini di archivio, datate dal 2011 al 2018, dei telescopi Victor M. BlancoTelescopio dell’Osservatorio di Cerro Tololo in Cile. e del Canada-France-Hawaii TelescopeTelescopio situato all’Osservatorio di Mauna Kea, sull’isola di Hawaii. proprio con l’intento di scoprire nuovi corpi celesti nelle regioni più periferiche del nostro Sistema Solare. Quindi, considerando la sua distanza, la sua piccola dimensione e la scarsa luminosità, che ha reso difficile la sua identificazione, la squadra di astronomi autori di questa scoperta propende per l’ipotesi che, al pari di 2017 OF201, ci possano essere numerosi altri oggetti là fuori, in lontane orbite intorno al Sole.
Questo nuovo postulato contraddice la teoria ritenuta finora valida dalla maggior parte della comunità scientifica, che vede essenzialmente come vuota l’area oltre l’orbita di Nettuno e la fascia di KuiperFascia di Edgeworth-Kuiper, regione del Sistema Solare situata oltre l’orbita di Nettuno, in cui sono presenti numerosi corpi minori composti da sostanze volatili, come acqua, ammoniaca e metano..

Inoltre, come menzionato all’inizio, anche la teoria del cosiddetto “Pianeta Nove” potrebbe venire intaccata da questa nuova scoperta. Ma di cosa si tratta esattamente?
Questa teoria, nata già all’inizio del secolo scorso, prevede che nel Sistema Solare esista un nono pianeta oltre Nettuno, in grado di influenzare, con il suo campo gravitazionale, sia l’orbita di quest’ultimo, sia quelle dei pianeti nani, che si raggruppano in “clusters” in determinati punti del loro percorso intorno al Sole. In realtà, per quanto riguarda Nettuno almeno, le presunte anomalie della sua orbita sono poi state spiegate in maniera più semplice, una volta che ci si è resi conto delle imprecisioni riguardo alla stima della sua massa, grazie ai dati inviati dalla sonda Voyager 2Sonda spaziale NASA lanciata nel 1977 per esplorare il Sistema Solare esterno..
In passato si parlava anche di “Pianeta X”, dove la “X” stava ad intendere sia il fatto che si trattasse di un pianeta ancora ignoto, sia il numero romano 10, quando ancora il nono pianeta era considerato PlutoneLa scoperta di Plutone nel 1930 da parte di Clyde Tombaugh, avvenne durante una estesa ricerca del Pianeta X, eseguita nei primi decenni del secolo scorso., prima della sua declassazioneL’Unione Astronomica Internazionale ha preso questa decisione a seguito della scoperta di altri corpi celesti più grandi di Plutone all’interno della Fascia di Kuiper. a pianeta nano nel 2006. Nel 2015 una pubblicazione da parte di due astronomi del California Insitute of Technology ha riportato alla ribalta l’idea dell’esistenza del pianeta nove, basandosi su calcoli matematici e simulazioni al computer. Tuttavia, l’orbita di 2017 OF201 sembrerebbe ora confutare questa ipotesi, rappresentandone una chiara eccezione.
Come sempre in questi casi, solo tramite ulteriori nuove osservazioni, probabilmente anche con l’ausilio di radiotelescopi che permetterebbero una indagine agli infrarossi di questi freddi corpi lontani e di piccole dimensioni e della loro distribuzione al confine del Sistema Solare, sarà possibile avere le idee più chiare di quello che succede, su scala cosmica, nel “giardino dietro casa”.
